Bene, il fatal giorno è giunto. Oggi esce il primo articolo di Fabio Volo sulla terza pagina del Corriere della Sera. La pagina culturale, no scusate, la più prestigiosa pagina culturale del giornalismo italiano.
Hanno scritto su quella paginetta dei signori del calibro di Buzzati, Calvino, Moravia, Pasolini…e oggi Fabio Volo. Tiriamo le somme. Stanno comparendo articoli che si sperticano in elogi di questo pseudo poeta della banalità e delle frasette stupidamente mielose (“Ho letto da qualche parte che il vero motivo per cui si sono estinti i dinosauri è perché nessuno li accarezzava. Bisogna sperare che l’uomo non faccia lo stesso stupido errore con le donne.” CE NE RENDIAMO CONTO?? Cercate un qualsiasi articolo di Pasolini per il Corriere, giocate a trovare le differenze e piangete amare lacrime) e tacciano di snobismo chiunque lo critichi e osi dire che non lo si può considerare letteratura, dai per l’amor di tutti gli dei. No, non puoi, snob odioso, pensa che lo ha sdoganato persino Eugenio Scalfari!Ehm, no: Scalfari ha affermato che “con la sua semplicità suscita immedesimazione nell’italiano medio”. Potrebbe essere un complimento, ma conoscendo quel subdolo uomo che è Scalfari non lo è affatto, fidatevi.
Ma sì, ha venduto puttanamila copie quindi dev’essere bravo, deve produrre roba di qualità, facciamolo parlare di cultura e amenità del genere, tanto è già stato anche al Festival della Filosofia, NO?
NO. Fabio Volo non c’entrava nulla al Festival di Filosofia così come non c’entra con il lustro della terza pagina. E se pensarla così significa essere snob, ma ben venga: sono snob! Sono la regina snob del regno snob degli snob! Io credo che significhi solo avere un pensiero abbastanza indipendente da sfuggire alla perniciosa equazione alto incasso = alta qualità. Se la pensiamo così, allora Volo è il futuro della letteratura, il letterato definitivo, premi Nobel e grandi nomi spostatevi tutti perché eh, mica avete venduto come Fabio Volo. Il suo corrispettivo cinematografico è Checco Zalone, fate due conti.
Siccome non mi piace parlare, né in bene né in male, di quello che non conosco, un libro di Volo l’ho letto (uno solo però, oltre non avrei potuto sopportare): leggendo una storiella insulsa che colava melassa da tutte le parti mi è tornato alla mente il modo orgoglioso con cui Volo rivendichi spesso il suo scrivere libri malgrado abbia solo la terza media. Fabio, davvero, non c’è bisogna che tu lo dica ogni due millesecondi, si vede, credimi. Con questo non voglio dire che uno debba essere plurititolato per scrivere bei romanzi, esiste anche il puro talento, ma non è il tuo caso se, come Fabio-begli aforismi-Volo, hai una completa ignoranza (o spregio) dell’uso dei congiuntivi, della paratassi oltre il primo grado e se conosci quattro vocaboli in croce e non ti degni nemmeno di comprarti un dizionario dei sinonimi e contrari come Cristo comanda. Nel libro che ho letto ricorreva circa ogni due righe il termine “intimo”, sempre, in continuazione. Una variazione, un sinonimo, una perifrasi, no?? Questo e la grammatica da, appunto, stentata terza media (ops) mi hanno indisposta più che la trama insipida e le clamorose banalità spacciate come verità rivelata.
Ecco, altro vero fastidio. Un personaggio del genere mi indisporrebbe meno (ma di poco) se avesse un briciolino di umilità, quasi di imbarazzo, se si ponesse come a dire “le mie frasette da baci perugina mi sono un po’ sfuggite di mano e adesso vengo considerato una specie di guru, come lo gestisco?”, se si autoridimensionasse vista la pazzesca grancassa che i critici (prezzolati? Vi prego ditemi che sono prezzolati) stanno battendo. E invece no, ma siamo pazzi? Io sono Fabio Volo e voi non siete un cazzo. Al Festival Filosofia si lanciò in un panegirico su come chi lo critichi lo faccia solo per invidia perché lui è scrittore di fama e successo e denaro mentre loro sono degli sfigati pezze al culo. Eh sì Fabio, dev’esser per quello, non certo perché ti riteniamo tutto quello che non dovrebbe essere un bravo scrittore e tutto quello che un lettore consapevole dovrebbe evitare, proprio ti invidiamo le copie vendute e gli incassi. Ci mancava solo che si rivolgesse ai maschietti presenti con un bel “e comunque io becco anche più gnocca di voi e sicuramente la vostra fidanzata mi si farebbe” poi sarebbe stata perfetta. Un uomo di una tracotanza insopportabile, che dispensa 140 caratteri alla volta anche su Twitter. Nei giorni scorsi ha sostenuto che da gennaio sarà pubblicato nei Meridiani (e si spera tutti che fosse una sparata sborona perché finirebbe dritto nella lista dei motivi del fallimento dell’umanità, come se non bastasse la pagina sul Corriere) e pubblicato una foto insulsissima di un binario con didascalia “sono il nuovo Luigi Ghirri”. Dico solo che la figlia di Ghirri gli ha risposto “ti prego evita”.
Insomma, ci sono braccia rubate all’agricoltura e chi, come nel caso di Volo, alla panetteria. Io francamente avrei preferito che mi incartasse i panini francesi piuttosto che vederlo in ogni dove e sentirlo incensare da persone pazze dei suoi libri perché “oddiooo scrive così belle, così romantiche”, ma non è mistero che io sia una snob.

Mi sono laureata. Questo incipit non fa parte dei motivi per cui voglio decretare il fallimento del genere umano (almeno spero), ma vuole spiegare il motivo per cui io abbia latitato per tanto tempo da questo spazio. Quando passi le ore davanti allo schermo per mettere insieme una tesi che abbia una parvenza di senso compiuto, poi le cagate le vai a sparare con i tuoi amici al bar, non sempre davanti allo schermo. Leggi il seguito di questo post »

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