Cari Baby Boomers,

so di essere un po’ attempata come “Millenial” e di rientrare a malapena nella categoria, ma mi sento comunque di appartenervi, in virtù dell’averne vissuto gli anni più intesi, quelli dei choosy e dei bamboccioni, quelli che hanno definitivamente creato la vulgata che non abbiamo mai voglia di fare un cazzo, ci sentiamo speciali, pretendiamo e basta, viviamo vite vuote nel più sfrenato individualismo.

Ecco, in questi giorni avete di nuovo puntato il ditino contro le nostre vite, strepitando che non facciamo figli e se non facciamo figli dove andremo a finire, come potrà mai sostenersi uno stato così vecchio e composto quasi solo da pensionati? E secondo voi perché non facciamo figli? Perché siamo egoisti? Perché siamo stronzi? Certo, dev’essere così, vi immagino proprio a dire “guardali questi debosciati, che vogliono solo godere del momento, bombardiamoli di campagne ridicole come il Fertility Day e creiamo cose furbissime come il Dipartimento Mamme, adesso sì che questi coglioncelli faranno figli PER LA PATRIA”.

Allora fatemi capire, siete la generazione che ha arraffato tutto, intascato laute mensilità, avete vissuto gli anni in cui si percepiva fino alla DICIASSETTESIMA  e si lavorava nello stesso posto tutta la vita, ve ne siete andati in pensione a 50 anni quando vi andava male, lasciando dietro di voi un’economia in ginocchio e un sistema di welfare che già allora era insostenibile, e adesso vi permette pure di cadere dal pero e sgranare gli occhi perché “le mamma italiane sono le più vecchie d’Europa! È emergenza demografica! Chi manterrà i milioni di pensionati?”.

Tralasciando per un momento quanto faccia vomitare l’idea che si debba procreare per garantire sostenibilità economica a stato a welfare (un’idea nemmeno tanto più moderna delle fattrici per la patria di epoca fascista), io vorrei sapere se vi siete mai fermati un attimo a chiedervi perché attualmente esiste un’intera generazione che non avrà figli o tutt’al più li avrà a 40 anni. Io spero che vi rendiate conto che ci avete lasciato in eredità un mercato del lavoro in cui indipendenza e stabilità economiche si raggiungono quando si è più vicini ai 40 che ai 30 e che anche in quel caso non è detto che tu possa comunque fare un figlio, perché magari ti sei trasferito a centinaia di chilometri dai tuoi (e ricordiamo che se invece vuoi lavorare vicino alla tua casa e alla tua famiglia sei choosy e bamboccione, ce lo hanno fatto presente tutti da Padoa Schioppa, alla Fornero e alla Cancellieri) e non hai nessun aiuto e purtroppo l’aiuto delle famiglie è ancora imprescindibile, visto che soprattutto se sei donna cominciano a sfilarti la scrivania da sotto al culo non appena annunci di essere incinta. Ma no, non poniamoci nessuno di questi problemi, se queste stronze non procreano è perché sono egoiste, cagne maledette.

Faccio il mio esempio personale. Ho 30 anni e sono una persona PRIVILEGIATISSIMA, con un posto fisso e una casa mia, ho potuto studiare quanto volevo e cercare la mia strada. Io un figlio non lo voglio e sono abbastanza sicura che non lo vorrò mai (sì, io sono una di quelle egoiste) ma anche se lo volessi come stracazzo lo manterrei, con il mio stipendio da poco più di 1000 euro e un fidanzato che si sta barcamenando tra uno stage e l’altro perché “eh lavoro c’è ma non assumiamo, che vuoi farci, business it’s business”? situazione ideale per donare giovani virgulti alla patria, no? Poi a me va di lusso perché tanto a me di fare un figlio frega meno di zero, ma penso a tutte quelle coppie giovani che lo vorrebbero ma non possono e sono costretti a rimandare rimandare rimandare e mi incazzo come una bestia, perché per loro oltre al danno c’è pure la beffa di un governo che ti rema contro e ti dice che stai sbagliando, che è colpa tua.

Ed ecco a un’altra cosa che mi manda fuori dalle divine grazie. Ci avete lasciato con un pugno di mosche dopo aver intascato tutto l’intascabile e adesso ci dite pure che qualsiasi cosa non funziona nella nostra vita è colpa nostra.

Non usciamo di casa? Bamboccioni.

Usciamo di casa, magari per inseguire il lavoro, ma per forza di cose i nostri genitori devono continuare a sostentarci? Bamboccioni e sfigati.

Chiediamo di fare un mestiere inerente a ciò che abbiamo studiato e magari essere pure pagati in modo dignitoso? Choosy.

Dopo anni di tentativi di trovare la nostra strada, arrancando e sgomitando, ci scoraggiamo e non abbiamo nemmeno più voglia di provare? Bamboccioni, pigri, volete la pappa pronta e credete che tutto vi sia dovuto.

E il tutto lo condite con una retorica nauseante, con le lettere aperte di Farinetti e Celli che invitano i giovani ad andare all’estero, abbandonare la nave Italia perché sta affondando, via via via tutti qui c’è solo miseria. Ma di che pensate sia la colpa? Pensate che siamo così stupidi da non capire che siete voi i responsabili e ora state solo cercando di pararvi il culo?

Alla retorica dell’estero come bengodi aggiungiamo anche quella nostalgica degli anni di piombo a base di “eh signora mia, ai miei tempi i giovani andavano in piazza e anche sparavano, certo era sbagliato, ma meglio di adesso che li vedi tutti lobotomizzati a spender soldi in aperitivi, guarda che deboscia questi nichilisti col cocktail in mano che sognano di essere famosi come Vasco Brondi.” Avete anche ragione, dovremmo fare la rivoluzione ma preferiamo sederci a bere uno spritz e sapete perché? Perché siamo stanchi, siamo nati e cresciuti stanchi e scoraggiati in partenza perché gli anni cruciali della nostra crescita, umana e scolastica, hanno coinciso con quelli in cui tutti ci avete detto che per noi non c’era più niente, che saremmo stati la generazione più povera, che le vacche grasse erano finite perché le avete mangiate tutte voi, che non importava quanto avremmo potuto studiare, farci il culo, lavorare senza essere pagati perché “fa curriculum”. Niente importava, saremmo sempre stati  una generazione allo sbando con l’espatrio come unica soluzione. E allora perché provare? Andare in piazza per cosa?

E dopo tutto questo adesso ci fate l’ennesima reprimenda e ci chiedete di fare figli per pagarvi le pensioni? Ma andate bene a fare in culo.

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Bene, il fatal giorno è giunto. Oggi esce il primo articolo di Fabio Volo sulla terza pagina del Corriere della Sera. La pagina culturale, no scusate, la più prestigiosa pagina culturale del giornalismo italiano.
Hanno scritto su quella paginetta dei signori del calibro di Buzzati, Calvino, Moravia, Pasolini…e oggi Fabio Volo. Tiriamo le somme. Stanno comparendo articoli che si sperticano in elogi di questo pseudo poeta della banalità e delle frasette stupidamente mielose (“Ho letto da qualche parte che il vero motivo per cui si sono estinti i dinosauri è perché nessuno li accarezzava. Bisogna sperare che l’uomo non faccia lo stesso stupido errore con le donne.” CE NE RENDIAMO CONTO?? Cercate un qualsiasi articolo di Pasolini per il Corriere, giocate a trovare le differenze e piangete amare lacrime) e tacciano di snobismo chiunque lo critichi e osi dire che non lo si può considerare letteratura, dai per l’amor di tutti gli dei. No, non puoi, snob odioso, pensa che lo ha sdoganato persino Eugenio Scalfari!Ehm, no: Scalfari ha affermato che “con la sua semplicità suscita immedesimazione nell’italiano medio”. Potrebbe essere un complimento, ma conoscendo quel subdolo uomo che è Scalfari non lo è affatto, fidatevi.
Ma sì, ha venduto puttanamila copie quindi dev’essere bravo, deve produrre roba di qualità, facciamolo parlare di cultura e amenità del genere, tanto è già stato anche al Festival della Filosofia, NO?
NO. Fabio Volo non c’entrava nulla al Festival di Filosofia così come non c’entra con il lustro della terza pagina. E se pensarla così significa essere snob, ma ben venga: sono snob! Sono la regina snob del regno snob degli snob! Io credo che significhi solo avere un pensiero abbastanza indipendente da sfuggire alla perniciosa equazione alto incasso = alta qualità. Se la pensiamo così, allora Volo è il futuro della letteratura, il letterato definitivo, premi Nobel e grandi nomi spostatevi tutti perché eh, mica avete venduto come Fabio Volo. Il suo corrispettivo cinematografico è Checco Zalone, fate due conti.
Siccome non mi piace parlare, né in bene né in male, di quello che non conosco, un libro di Volo l’ho letto (uno solo però, oltre non avrei potuto sopportare): leggendo una storiella insulsa che colava melassa da tutte le parti mi è tornato alla mente il modo orgoglioso con cui Volo rivendichi spesso il suo scrivere libri malgrado abbia solo la terza media. Fabio, davvero, non c’è bisogna che tu lo dica ogni due millesecondi, si vede, credimi. Con questo non voglio dire che uno debba essere plurititolato per scrivere bei romanzi, esiste anche il puro talento, ma non è il tuo caso se, come Fabio-begli aforismi-Volo, hai una completa ignoranza (o spregio) dell’uso dei congiuntivi, della paratassi oltre il primo grado e se conosci quattro vocaboli in croce e non ti degni nemmeno di comprarti un dizionario dei sinonimi e contrari come Cristo comanda. Nel libro che ho letto ricorreva circa ogni due righe il termine “intimo”, sempre, in continuazione. Una variazione, un sinonimo, una perifrasi, no?? Questo e la grammatica da, appunto, stentata terza media (ops) mi hanno indisposta più che la trama insipida e le clamorose banalità spacciate come verità rivelata.
Ecco, altro vero fastidio. Un personaggio del genere mi indisporrebbe meno (ma di poco) se avesse un briciolino di umilità, quasi di imbarazzo, se si ponesse come a dire “le mie frasette da baci perugina mi sono un po’ sfuggite di mano e adesso vengo considerato una specie di guru, come lo gestisco?”, se si autoridimensionasse vista la pazzesca grancassa che i critici (prezzolati? Vi prego ditemi che sono prezzolati) stanno battendo. E invece no, ma siamo pazzi? Io sono Fabio Volo e voi non siete un cazzo. Al Festival Filosofia si lanciò in un panegirico su come chi lo critichi lo faccia solo per invidia perché lui è scrittore di fama e successo e denaro mentre loro sono degli sfigati pezze al culo. Eh sì Fabio, dev’esser per quello, non certo perché ti riteniamo tutto quello che non dovrebbe essere un bravo scrittore e tutto quello che un lettore consapevole dovrebbe evitare, proprio ti invidiamo le copie vendute e gli incassi. Ci mancava solo che si rivolgesse ai maschietti presenti con un bel “e comunque io becco anche più gnocca di voi e sicuramente la vostra fidanzata mi si farebbe” poi sarebbe stata perfetta. Un uomo di una tracotanza insopportabile, che dispensa 140 caratteri alla volta anche su Twitter. Nei giorni scorsi ha sostenuto che da gennaio sarà pubblicato nei Meridiani (e si spera tutti che fosse una sparata sborona perché finirebbe dritto nella lista dei motivi del fallimento dell’umanità, come se non bastasse la pagina sul Corriere) e pubblicato una foto insulsissima di un binario con didascalia “sono il nuovo Luigi Ghirri”. Dico solo che la figlia di Ghirri gli ha risposto “ti prego evita”.
Insomma, ci sono braccia rubate all’agricoltura e chi, come nel caso di Volo, alla panetteria. Io francamente avrei preferito che mi incartasse i panini francesi piuttosto che vederlo in ogni dove e sentirlo incensare da persone pazze dei suoi libri perché “oddiooo scrive così belle, così romantiche”, ma non è mistero che io sia una snob.

Mi sono laureata. Questo incipit non fa parte dei motivi per cui voglio decretare il fallimento del genere umano (almeno spero), ma vuole spiegare il motivo per cui io abbia latitato per tanto tempo da questo spazio. Quando passi le ore davanti allo schermo per mettere insieme una tesi che abbia una parvenza di senso compiuto, poi le cagate le vai a sparare con i tuoi amici al bar, non sempre davanti allo schermo. Leggi il seguito di questo post »

Più di un mese che non scrivo qui. Caspita. Nessuno mi leggerà più ormai, ma me ne farò una ragione. Ormai ho poco tempo e poca voglia. Le ragioni del poco tempo sono presto spiegabili: devo scrivere una tesi magistrale e sono in altissimo mare, praticamente sto affogando nella Fossa delle Marianne. Voglio invece sviscerarvi le ragioni della poca voglia.

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Per quanto lo sopporti poco, mi rendo conto che dovrei ringraziare il Movimento 5 Stelle e la galassia di fanatici che vi ruota attorno: senza di voi non avrei così tanto materiale, quindi grazie, di cuore. Oggi parliamo del video del giorno, riportato dal Fatto Quotidiano.

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Non faccio apposta a parlare sempre di Grillo, ve lo assicuro. Non è colpa mia se questo sovrano IMBECILLE mi serve quasi ogni giorno materiale che devo rielaborare qui per non rischiare ogni volta un colpo apoplettico. Questa volta il nostro eroe ci porta a Menfi.

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AVVERTENZA: prevedo che questo post sarà molto impopolare, perché tratta di un argomento delicato, una cosa per cui, di solito, tutti ti puntano contro il dito al grido di “fascio! Fascio!” senza forse porsi il problema di ascoltare le tue ragioni. Pazienza, io ci provo lo stesso. Leggi il seguito di questo post »